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Lasciate pure commenti, se vi va: annotazioni, lodi sperticate o critiche feroci, basta non eccedere
Gugly Vaccarowrote:
Bisogna vedere che valore danno alla fiction i dirigenti.....
Oct. 24
Silviawrote:
Arrivo tardi a parlare di questo argomento, lo so (non ero mai passata prima nel blog di Gugly), però mi sento di dire che l'ospitata soft e anche divertente a "Quelli che il calcio" per promuovere "Di nuovo buonasera" a Milano è stata molto gradevole, molto di più delle due ospitate fatte dalla Carrà a mio parere! ^^ Comunque personalmente voglio sperare in un po' di promozione a marzo per "Preferisco il paradiso": chissà, magari a distanza di 10 anni dal primo Rocca lo ri-invitano a fare una promozione al prodotto, visto che per le altre serie non è che si sia fatta chissà quale pubblicità (anche se ha dimostrato che anche senza promozioni, il successo è stato assicurato). Staremo a vedere... (:
Oct. 17
Gugly Vaccarowrote:
ne abbiamo già discusso, ti ricordi quelle dei mesi scorsi, compresa l'apparizione a Quelli che il calcio? Comunque mi unisco a te sul senso generale del discorso ,che poi è quello che mi interessa di più
Jan. 13
webmàwrote:
Ma poi quali sarebbero queste continue apparizioni? Le due ospitate francamente inutili dalla Carrà e il piccolo contributo in video giusto per ricordare che la parte della vita di Maurizio Aiello è stata quella del genero del Maresciallo? Non mi sembra troppo, considerata l'enorme esposizione di quelli che hanno qualcosa da promuovere. Io li chiamo i Promotion tours, ma neanche quelli il Mandrake fa più, magari scottato dalla faticosissima tournèe che gli toccò per il primo Maresciallo Rocca, alla fine della quale non so se ero più a pezzi io che me l'ero sorbita in televisione o lui che c'era andato
Sta di fatto che si sta buttando un pò via, mi chiedo se non sia anche suo diritto, visto che il suo l'ha fatto.
Jan. 13
dalywrote:
la botta dovuto al Brancaccio è stata fortissima diciamolo, però sono certa che l'apparizzione bis l'ha fatta per amicizia verso la signora sà essere molto buono, per il resto in tv và molto poco dire due parole in video registrato non gli è costato nulla, andare troppo in tv si non gli sconfinfera per niente..
Jan. 12
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Fotogiurista ed altre amenitàparole, immagini e così via January 24 Branca Branca Branca!La mia passione per Vittorio Gassman è oramai risaputa dai più, che si rassegnano a subire i miei entusiasmi per quello che comunque è stato un grandissimo attore, capace di cogliere quasi tutte le sfumature dell'animo umano, passando dal comico al grottesco al drammatico, e lasciandosene invadere....
Ho già pubblicato qualcosina in omaggio, invece adesso propongo una novelletta, nella quale invito chi passa a riconoscere tutte le mie fonti di ispirazione
Ok ,ammetto che il linguaggio potrà sembrare ostico a chi non conosce i due film di Brancaleone ( ve li consiglio, sono uno più bello dell'altro, regia di Mario Monicelli)...ma almeno provate, no?
Pittoresco incontro
Lo guerriero stava all’erta:oramai il suo nemico era di presso, non poteva sfuggirgli. Si avvicinò furtivamente in mezzo all’erba, ben attento a non cagionare il minimo rumore che potesse insospettire l’inaspettato e agognato contendente, il quale era lì a pochi passi e si poteva quasi toccare con la mano, bello et grosso. Ora il cavaliere avrebbe messo mano alla spada e… - Duuuce ! Qui si face notte, ma quando lo branchi sto’ gallinaccio? - Aaaaargh ! Abacuc tu sie maledetto, improvvido giudio! Avevo detto di facere silenzio e tu urli e strepiti come una femina da poco? Ecco, lo gallinaccio sta fuiendo! In effetti il pennuto in questione sul quale tante speranze erano state riposte dal cavaliere e dal suo seguito era stato spaventato dalle grida dell’affamato, e rivelando buone ali era scappato via, lasciando lo nemico sanza duello e soprattutto sanza cibo. - Ecco ! Sie tu contento, o nefasto nipote di Abramo? Il povero ebreuccio non sapeva cosa rispondere a queste giuste accuse, ma erano due giorni che non mandava giù che un misero intrugliaccio di erbe da campo ( come tutti del resto), e sia pure con li pochi denti che ormai gli erano rimasti, teneva grande desìo di mettere nella bocca cibo più polputo. Nel frattempo lo nobile cavaliere Brancaleone da Norcia si era suso in tutta la sua statura dal terreno, e ritornava dai suoi fidi per pianificare la prossima strategia. - Pravo Apacuc, ora che si manduca? – insorse Kurt l’alemanno. Pecoro provò a calmare gli animi: “ Ho sentito dicere da qualche venditore di medicamenti che est cosa buona e giusta pappare solo ciò che offre la madre terra, e che la carne delle bestie accorcia lo vivere degli homini”. Davvero- domandò piccato Abacuc- Jhavè a noi proibì la carne impura de lo maiale, e anco voi cristianucci nei giorni di magro facete lo sacrificio, ma a me tutto sto diuno di forza non mi ha allungato la vita, me l’ha stretta, guatate!- e si indicò la palandrana che penzolava. -Calma, calma miei accoliti – a questo punto era il capo a dover sedare gli animi infiammati- di certo, se lo giudeo qui presente non avesse proferito verbo, adesso saremmo qui a dividere cosce et ali davanti a uno foco, ma…- e qui cercò di far sentire tutta la sua autorità alzando il dito come sua abitudine - non disperiamo! Ecco, ora scorgo a poche ore di cammino una cittadella: essa sarà sicuramente retta da un domino buono et iusto che accetterà i miei servigi. In marcia, miei prodi…Aquilante, cavallaccio malefico, dove sei? Gli altri si guardarono l’un altro, ormai abituati a tali incoraggiamenti, ma che potevano facere? E così si prepararono per rimettersi in cammino. Proprio allora si palesò qualcosa di sorprendente, giacchè a niuno era parso che oltre a loro ci fosse altra anima nella campagna a vista d’occhio…invece, all’improvviso, ecco comparire agli oculi della brigata uno homo con in mano un cartiglio, che si guardava intorno con aria spaesata. Preso dalla curiosità Abacuc si dimenticò delle proteste che risalivano dallo stomaco -Ma da dove spunta quello? Anche Brancaleone smise la caccia al suo cavallo bizzoso ed allungò il collo- Lo ignoro, ma come è vestuto? In effetti il forestiero, perché tale doveva essere, offriva una visione alquanto inusuale, almeno per quanto se ne sapeva in quelle plaghe: una lunga veste color del cielo un po’ alla foggia di quelle turchesche costituiva il suo vestimento, un lungo cappello in testa a punta copriva uno viso pallido et aguzzo ma , cosa più strana di tutte, sul naso, invero adunco, erano posati due strani pezzi di vetro rotondi uniti da un sottile filo, forse di ferro. Come se ciò non bastasse , lo mesmo soggetto continuava a borbottare tra sé e sé strane parole che non corrispondevano ad alcuno idioma conosciuto… - Chi potest essere? - Non mi pare uno cavaliero… - Forse è uno di quei viaggiatori che poi scrivono delle historie sulle terre che visitano- ipotizzò l’alemanno, che si vantava di essere homo culto et informato anche se incapace a leggere. - Po’ esse, ma che face solingo in mezzo alla campagna?- domandò Pecoro. Il capo tagliò corto: “la nostra curiosità non sarà soddisfatta insino a quando non dimanderemo a lui stesso…mi appropinquo per colloquiare “. E fece per avanzar lo passo, ma quello per primo lo vide e agitò una mano in segno di saluto per poi camminare verso il gruppo. Abacuc si fece sospettoso: “ che fa, ci cognosce? Anche Brancaleone non sapeva cosa cogitare: “ Mai veduto prima…però non mi pare havvi bellicosi intendimenti” Nel frattempo lo strano soggetto era a pochi passi dal gruppo, e prese a parlare con contentezza nell’idioma di quelle lande, ma con un accento strano, ma così strano che mai si era sentuto. - Oh, ma che gruppo pittoresco! Ma per fortuna vi ho incontrato, sono sicuro che mi potrete aiutare, good, good! Mentre così parlava, calcava molto sulle t, ma non alla maniera degli abitanti dello regno di Sicilia, bensì in uno modo completamente diverso per Brancaleone e i suoi fidi che lo osservavano con gli occhi strabuzzati. Per dare un contegno alla strana situazione, lo duce prese parola per tutti : “chi sie tu che definisci me et i miei attendenti alla stregua di affrescatori? Non credi tu che lo stesso potremmo dicere noi dei tuoi paludamenti? - Oh sorry…non avevo intenzione di recare offesa…vedete mi sono perso e cerco qualcuno pratico della zona. - Quindi tu sie forestiero…permettimi, prima di donarti le informazioni che vorrai chiedere, di farti sapere con chi hai a che fare: lo nome mio est Brancaleone da Norcia, e questi sono i miei fidi seguitori! - Oh good, good…well, io mi chiamo Merlino, e provengo dalle terre dell’Anglia. - Bene Merlino, se non siamo poco discreti, quale vento ti ha menato in queste terre? - Oooooh, sir… si tratta di uno sbaglio: fino a poche ore fa stavo nella torre che costituisce la mia abitazione, in una contrada chiamata Camelot…well,avevo deciso di concedermi un viaggio di piacere a Honolulu che so posto molto buono per il mare e l’abbondanza di sole per le mie povere ossa…ma la mia vista non deve essere più tanto buona nemmeno con gli occhiali perché, appena proferito l’incantesimo di viaggio, anziché in una spiaggia sotto le palme mi sono ritrovato in questa campagna. - Che vai dicendo? - Well…quello che ho detto sir- rispondette l’altro tranquillo. - Sir? Ti esprimi in uno modo assai curioso e racconti storie straordinarie…sarai mica uno di quelli matti che si inventano avventure buone per infanti crapicciosi? - L’altro sorrise : “ Oh…ma non sono storie straordinarie…ora vi faccio vedere… E alzate le braccia al cielo pronunciò delle strane parole che alle orecchie dello gruppo affascinato suonarono come Sim sala bim, o qualche simile verbo…. un momento dopo apparve uno caballo, ma bello, di quelli che solo i re et i grandi signori assai potenti e danarosi possiedono. Abacuc si pigliò paura assai e, come gli capitava quando pigliava paura, iniziò a pregare nella lingua dei suoi avi: “ Mortivoi sifonai, non avessi visto mai, lo prodigio! Pecoro si prese paura ancora più magna : “Aaaaaahh, lo diabolo, presto fuiamo! Brancaleone era rimasto anche lui stupefatto davanti allo mirabile prodigio compiuto sotto gli oculi, ma cercò di darsi uno contegno, e radunò le truppe imbizzarrite:” Fermi! E che vi spaventate per queste cose? Rimembrate, homini site e non bestie sanza comprendonio,già adusi foste a duelli et avventure di ogni genere… Bene fattucchiero, non racconti fole…ma se sei così potente, che cosa dimandi a noialtri? Oh thanks- rispose l’altro con modestia- me la cavo…well, si dà il caso che pur essendo bravo nelle mie arti magiche, non ho un grande senso dell’orientamento,e quindi mi perdo…ma se mi dite dove mi trovo, riguardo le coordinate per l’incantesimo e riprendo il viaggio. - Tutto qui? Sarò ben lieto di esaudire le tue richieste, o nobile mago straniero, che non sia mai che tu abbia a raccontare nella tua patria di essere stato male trattato…dunque vediamo.. se la memoria non mi trae in inganno, Fossombrone est ad uno iorno di cammino da quella parte.. Maccarese est lì, su quel colle è Mottoletta…credo proprio che ci troviamo nella contrada di Palagello, a non molto tempo di cammino dalla nobile città di Massa-Fera. - Ooooooh, grazie nobile cavaliere…il tuo coraggio è pari alla tua gentilezza, come posso ricambiare? A queste parole Abacuc ebbe come uno scotimento, e prima che lo duce potesse rispondere, prese a tiragli la giubba. - Duce, duce… - Che accade? Scusami uno momento, o nobile mago, i miei uomini mi chiamano a consiglio, tu permetti? - Ooooh certo, fate pure! E si allontanò di qualche passo per permettere la riunione della brigata. -Abacuc, cosa c’è? -Dimandiamo allo mago mille…no duemila petecchioni d’oro! - Tu sie avido come tutti quelli della tua genìa…non ista bene, alla fine non facemmo altro che donargli un’indicazione! Anche Pecoro era dello mesmo parere de lo giudeo: “ Ma chi se ne cale! E’ un grande stregone? E allora a lui non costa nihil! Anzi, magari potrebbe portarci seco in quella terra sconosciuta, come si chiamava… Pravo- rispose Kurt- in una terra che non conosciamo, magari appena arrivati ci fanno la pugna come stranieri…. Il conciliabolo si trascinò per un po’, non senza disaccordi tra i sottoposti, ma il capo fece valere la sua autorità, et alla fine dopo essersi schiarito la gola, così parlò Brancaleone: - O nobile Merlino… -Dimmi ser Brancaleone… -Insieme a li miei uomini ti chiedo come ricompensa…..boni là dietro…. 300 petecchioni d’oro….. et una capra!” - Oooh che ricompensa pittoresca…sarà fatto subito!” E dopo aver pronunciato una brevissima formula che suonò alle orecchie degli altri qualcosa come “evualà!” apparve lo richiesto premio. Alla vista di una candida capra e del montarozzo d’oro splendente nell’erba, Brancaleone ripensò alle parole del suo seguito ed ebbe in animo di chiedere allo mago se per caso voleva visitare quella contrada unendo lo suo destino a quello dell’armata, anche solo per un pezzo dello cammino…. -Di grazie…nobile mago, ma per caso, non è che tu vorresti…. - Oh my god! - Che accade? -Ooohhhh, un attimo, excuse me…ma dove l’ho messo…damnit le tasche! Intanto nell’aria si era iniziata a sentire come una musichetta lontana, un ritmo veloce di piccola spinetta, ma non c’era nessuno a suonare uno qualche strumento…ennesimo prodigio? Lo mago tirò fuori dalle tasche una scatoletta scura con dei bottoncini in rilievo, da cui per lo vero proveniva la musichetta che si era fatta più acuta, e messo il bizzarro oggetto all’orecchio che tacque d’un colpo la melodica corsa, iniziò a parlare in fretta come se avesse qualcuno avanti a sé, mentre non c’era che la distesa de li campi intorno. - Hallo… Morgana, cosa c’è ? Fai in fretta che sono all’estero e paghiamo tutti e due…sei passata da Artù, well, e allora?…Ah, tu hai detto…allora lui ha detto…e quindi avete….aspetta…, cosa avete fatto? Whattttt?????????????- Questa strana conversatione incuriosiva assai la brigata che vi assisteva senza intervenire. - Duce, ma che face? - Sarà una altra magia, che volete che vi dica… Kurt non era punto convinto : “a me pare uno matto assai che parla così alla vanvera… Ma Brancaleone, nobile cavaliere, lo redarguì: “ Ma insomma, facetevi li fatti vostri, alla fine, puro se parla all’aria sempre uno grande mago è!” Merlino intanto si era fatto rosso d’ira, e aveva ricominciato a parlare nello proprio idioma natale, sempre con la scatolina attaccata all’orecchio. D’improvviso, dopo aver sibilato qualcosa che pure in una lingua altrui sembrò a tutti un oltraggio, lo mago tolse la scatoletta dall’orecchio e serio si rivolse all’accolita. - Sorry, ha chiamato la sorella del mio re… hanno litigato e forse ci scappa una guerra….niente Honolulu, devo tornare a casa. - Aspetta, ma come, vai via così… - Mi spiace…salagadula e good bye! E pronunziate tali verba sparì insieme allo caballo, lasciando Brancaleone et i suoi con gli oculi ancora sbarrati e un tantillo di tristezza per l’occasione, è proprio il caso di dicerlo, volata via. - Se ne è ito… -Peccato… - Si però, abbiamo sempre li petecchioni e la capra- Abacuc non si perdeva mai d’animo. - Ma dove è ita la crapa? - Vero, dove è ita? - Si allontanò, è lì che bruca a cinquanta passi! Brancaleone si rianimò:” Homini, ci siamo fatti sfuggire uno mago et adesso vogliamo farci scappare una capra????? Alle armi, alle corse, presto, Branca Branca Branca!” January 04 Genova per meUn cielo azzurro, vago odore di mare che si fa strada nelle strade del porto e le case dei più facoltosi che ti controllano dalla collina.
Anche Faber aveva casa sulla collina, ma scese nei vicoli, vide quello che c'era e decise di cantarlo, di cantare che siamo tutti figli dello stesso Qualcuno, che chiese pace ed ebbe in cambio una croce January 01 Tutti pronti a salpare per il 2009?di L.Ferlinghetti Strada…… Lunga strada Strada del mondo Piena fino in fondo Delle voci del mondo E a rifletterci, in fondo anche le voci di tempi andati: felici infelici, di vergini di amanti ingegneri,commercianti lattai,banchieri,possidenti massaie pimpanti pubblicitari e studenti che parlano parlano e avanti parlando vanno avanti sempre avanzanti,e fra i tanti c’è chi davanti a una finestra si blocca e scocca sguardi sul mondo cerca di vedere a fondo che cosa mai, così in tondo anzi in un gran girotondo succede, se succede qualcosa a questo mondo. Ecco la lunga strada Ch’è la più lunga del mondo Ma non così lunga, in fondo Come pensi….Dove pensi che vada? Va per tutti i paesi e le città I viali e i boulevards; va Con luce verde o rossa Passa per continenti e villaggi Piogge scroscianti e tramonti Hong Kong, langhe affamate, paesaggi Di Oakland e dei suoi ponti Roma fatata, Berlino dei miraggi, Dublino che non c’è mai stata: Ecco la lunga strada andare Girare intorno al mondo Un treno enorme Informe, gonfio, di fatti Passeggeri bambini Cestini per il pic nic , gatti e cani e tutti pensano (sic) chi guida nella prima vettura che e cosa stà succedendo che c’è nella vettura del comando e c’è chi addirittura si affaccia spenzolando cercando di vedere ad una curva, il guidatore, che faccia potrà avere che occhi: ma tant’è…….. nessuno, nessun viaggiatore lo può vedere anche se si ha netta l’illusione di una rapida visione in qualche curva più stretta. Ecco che la strada si inerpica, rampica Il treno coi vetri tutti alzati, serrati, ora, i vetri gli atri le porte degli abitati i viali morti del mondo finestre, palestre, strade ecco, strade, questa sera del mondo lampade in tutte le contrade, fanali luci smorzate su folli radunate in carnevali, guizzi, flasches dai finestrini circhi, soglie disabitate cantine fontane casini sfocati lumini per figurine allacciate danzanti e ancora mondi, trenini che stantuffano e sbuffano avanti. Poi, si eccoci, entriamo Nel vicolo fondo , in cui, sappiamo, svaria la strada, la parte solitaria della strada e del mondo. Qui non è permesso Cambiare treno, non possiamo Passare sull’Orient-Exspress No, dobbiamo Andare semplicemente fino in fondo Perché questa è la parte di strada di mondo Che non consente Niente, solo che si vada. ma bada…..da nessuna parte. Ecco si parte e non c’è più nessuno in treno con te, sei uno non hai nemmeno un vecchio specchio che faccia due te, non la minima presenza senza un’anima, o meglio, solo la tua ma cos’è…….è già la stazione sei già a destinazione sei già in porto, spenti i motori li senti Su andiamo, fuori Sei esanime Muori, quindi coraggio fuori. Che hai, che ti prende Si, sei morto Non te ne sei accorto? Alt! Signori si scende. December 28 Riflessione n.2 ( oggi sono meditativa)Il principe azzurro non esiste, e anche se esistesse, stingerebbe alla prima lavatrice! Riflessioni tra una festa e l'altraSpesso noi donzelle ci illudiamo che baciando un rospo ci troveremo davanti un principe.
Beh, forse è meglio ricordare che è accaduto una volta sola.
Ed era una favola. |
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